Fuori dal Cantiere: la betoniera in sdraio, torno lunedì

Numero 2 · · di Nicola Busca

Incentivi 2027: c'è il budget, mancano le regole

In breve

Per il 2027 e il 2028 il Governo si è tenuto un margine per l'energia fino allo 0,3% del Pil ogni anno, ma il documento di bilancio approvato il 13 ottobre 2026 non dice nulla di detrazioni: aliquote e regole arriveranno con la manovra. Oggi sulla prima casa la detrazione è al 50% fino al 31 dicembre 2026; dal 1° gennaio, se nessuno la cambia, scende al 36%. Sui bonifici parlanti dei lavori coi bonus la banca trattiene l'11% come acconto sulle tasse dell'impresa.

Buongiorno,

è sabato. Il cantiere è chiuso, la betoniera è di nuovo in sdraio, e il telefono oggi fa finta di dormire.

Sabato scorso ti ho fatto vedere quanto si regala nel preventivo. Oggi ti faccio vedere quanto si ferma per strada dopo che il cliente ha già pagato.

Un bonifico che arriva più leggero, e un 11% che la banca non annuncia.

La notizia della settimana

Manovra 2027 · documento di bilancio del 13 ottobre

Incentivi 2027: c'è il budget, mancano le regole

Per il 2027 e il 2028 il Governo si è tenuto un margine per l'energia: fino allo 0,3% del Pil ogni anno. Le idee: pompe di calore al posto delle caldaie, solare, accumuli, case che consumano meno. Martedì 13 ha approvato il documento di bilancio e l'ha mandato a Bruxelles. Di detrazioni, però, non c'è una riga: quanto, a chi e con che aliquota lo dirà la manovra.

Tradotto in cantiere

La signora Verdi vuole cambiare caldaia e serramenti: 20.000 euro. Ha letto «nuovi incentivi» e ti dice: aspetto il 2027, magari danno di più. Oggi, sulla prima casa, la detrazione è al 50%: 10.000 euro. Dal 1° gennaio, se nessuno la cambia, scende al 36: 7.200. Il «di più» è un'ipotesi. Il 50 è legge fino al 31 dicembre.

La parte che pochi dicono
Lo 0,3% del Pil è un margine nei conti, non un bonus. Può finire anche negli edifici pubblici e nelle imprese. Si parla di riportare la detrazione al 65%: lo chiedono le associazioni, il Governo lo valuta, oggi non è scritto da nessuna parte.

Quanti clienti ti hanno detto «aspetto gli incentivi nuovi»? Sanno cosa perdono se non arrivano?

Lunedì Ai clienti degli impianti fermi manda due numeri: la detrazione se paga entro dicembre e quella di gennaio.

Leggi l'articolo: le date della detrazione e la frase da dire al cliente

Fonte: Consiglio dei ministri, comunicati n. 191 del 2 ottobre e n. 192 del 13 ottobre 2026; Agenzia delle Entrate, aliquote in vigore al 16 ottobre 2026. Per il caso del singolo cliente, sentite il commercialista. Di Nicola Busca, .

Il conto del sabato

Il bonifico che arriva più leggero

Il signor Bianchi ti paga il bagno nuovo: 10.000 euro più IVA al 10%, 11.000 tondi. Bonifico parlante, tutto in regola, così si tiene la detrazione. Tu apri la banca e trovi 10.008 euro e 20 centesimi. Il primo pensiero è che abbia sbagliato lui.

Non ha sbagliato nessuno. Sui bonifici dei lavori coi bonus la banca trattiene l'11% come acconto sulle tue tasse. E calcola sempre l'IVA al 22%, la più alta, anche se tu hai fatturato al 10: la banca non può saperlo.

Quei soldi non sono persi: li ritrovi in dichiarazione. Ma fino ad allora fornitori, stipendi e Cassa Edile li paghi con gli altri. Su un anno di lavori coi bonus, diciamo 300.000 euro più IVA:

330.000 € ÷ 1,22 × 11%

quasi 29.800 €

Fermi a lavorare per il fisco, non per il tuo cantiere. E se ti sei mai chiesto perché i bonifici «non tornano mai con le fatture», adesso sai dov'è finito il pezzo mancante.

Il cliente pagaLa banca trattieneTi arrivano
11.000 €991,80 €10.008,20 €
22.000 €1.983,61 €20.016,39 €
55.000 €4.959,02 €50.040,98 €

Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 88): ritenuta all'11% sui bonifici dal 1° marzo 2024, calcolata sul bonifico meno IVA al 22% (Agenzia delle Entrate, circolare 40/E/2010). Esempi con IVA al 10%. Per il tuo caso, sentite il commercialista.

Quanto ti tiene la banca?

Tre domande, un minuto: quanti lavori coi bonus fai l'anno, a che IVA, quando ti pagano. Ti dice quanti soldi tuoi restano fermi e fino a quando. La banca, per inciso, non te lo scrive da nessuna parte: meglio saperlo prima di lunedì, quando paghi i fornitori.

Fai il conto dei tuoi bonifici

Niente moduli: la mail te l'abbiamo mandata noi, il tuo nome è già dentro.

In Portante

I conti con la banca

Questa settimana un titolare ci ha detto, testuale: «i bonifici dei clienti non tornano mai con le fatture». Una frase detta come si dice in cantiere, senza nessun nome tecnico. Ci è bastata.

Ci ha fatto pensare a quanti titolari, a fine mese, cercano a mano il pezzo che manca tra banca e fatture. Sono frasi così che ci dicono dove lavorare.

Portante cresce così: sulle idee delle imprese che lo usano, una settimana dopo l'altra. Noi mettiamo il programma, voi il mestiere.

In Portante, il gestionale per imprese edili che cura questa rivista, i bonifici che arrivano in banca si abbinano alle fatture: il pezzo che manca si vede subito, senza cercarlo a mano a fine mese.

Il pensiero del sabato

I soldi guadagnati e i soldi in cassa

Il bilancio ti dice quanto hai guadagnato. La cassa ti dice se lunedì paghi i fornitori. Non sono la stessa cosa, e la differenza la fanno le date.

Lunedì, prima di aprire la banca, fatti una domanda sola: quanti dei miei soldi sono già guadagnati, ma non ancora miei?

Nicola

Fuori dal Cantiere esce ogni sabato alle 7:45. Iscriviti qui.

P.S. Se il tuo commercialista te l'aveva già spiegato, offrigli un caffè: ha un cliente fortunato.

Se non l'ha fatto, offriglielo lo stesso. E portagli il conto.

Il conto è qui: quanto ti tiene la banca.

Conosci un collega che dovrebbe rifare questo conto? Giraglielo.

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